STORIA DELLA CONTRACCEZIONE PT2: Età moderna

Leggi qui la 1a parte:
STORIA DELLA CONTRACCEZIONE PT.1: MONDO ANTICO

La Chiesa Cattolica

In materia di contraccezione, la Chiesa Cattolica ha proposto nel 1484 – durante gli ultimissimi anni di quel lunghissimo periodo che fu considerato il Medioevo – una prima regolamentazione ufficiale con una bolla papale nella quale si condannava l’opera di quelle donne che «con le loro stregonerie ed i loro incantesimi, gli amuleti e le formule magiche, soffocano, estinguono e fanno sparire i frutti delle donne (…) cosicché gli uomini non procreano e le donne non concepiscono».

Il Rinascimento

Circa un secolo dopo, intorno al 1560, incurante degli anatemi della Chiesa, il medico modenese Gabriele Fallopio –  cui si deve lo studio delle omonime “tube” – riporta in auge l’uso del preservativo per combattere la sifilide: una fodera di lino bagnata in una soluzione di erbe e sale.

Va specificato che le cellule spermali sono state scoperte appena nel 17esimo secolo con la scoperta da parte Anton van Leeuwenhoek del microscopio. E fino ad allora i dettagli della procreazione non erano conosciuti.
Sebbene la moderna ricerca abbia in parte confermato la validità di alcune di tante tecniche contraccettive in uso nell’antichità, la loro efficacia era pur sempre empirica e i nostri progenitori ricorrevano soprattutto alla pratica dell’aborto, dell’infanticidio e a rapporti sessuali non procreativi.
In merito a questi ultimi, in particolare, per alcuni secoli e presso diverse società, l’omosessualità e i rapporti anali eterosessuali erano accettati e addirittura consigliati sia come pratica sessuale più soddisfacente di quella “canonica” sia come “infallibile” metodo contraccettivo.

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