METODI CONTRACCETTIVI: LA SPIRALE

Non vuoi prendere la pillola e il ginecologo ti ha consigliato la spirale?
Magari non sei neanche tanto convinta di farti inserire un corpo estraneo nell’utero o magari l’hai usata e l’hai dovuta abbandonare a causa degli effetti collaterali tipo sanguinamenti continui o abbondanti, crampi e dolori mestruali più intensi, febbre o continue infezioni o infiammazioni, disturbi dell’umore…

Ma come funziona la spirale?
Dipende, perché ce ne sono di due tipi:

  1. in rame e
  2. ormonale o medicata

La spirale in rame

La classica spirale in rame non presenta alcun ormone e quindi il suo funzionamento è fisico-chimico, senza interferire con l’asse e l’equilibrio ormonale.

E’ un bastoncino a forma di T avvolto in un filo di rame con due filamenti pendenti, che viene inserito nell’utero dal ginecologo passando per il canale vaginale e vi rimane lì impiantata per un massimo di 7-8 anni

L’inserimento richiede una ventina di minuti e può essere più o meno doloroso al momento – infatti spesso si consiglia di assumere degli antidolorifici o antinfiammatori prima dell’intervento – e può portare a dei crampi successivi.

L’inserimento andrebbe fatto durante la mestruazione quando la cervice, cioè il collo, l’entrata dell’utero è più morbida e aperta per favorire il sanguinamento.
I due filamenti presenti sulla spirale penderanno al di fuori della cervice nel canale vaginale per permettere alla donna, inserendo un dito, di controllare se il posizionamento rimane corretto nel tempo.

Come funziona la spirale in rame?

La spirale in rame, come fa a evitarti di rimanere incinta?

Il funzionamento è molto semplice.
Non contenendo ormoni, NON blocca l’ovulazione, che avviene normalmente, ma il rame che rilascia ha più funzioni:

  1. Quella di creare un ambiente tossico e sfavorevole alla sopravvivenza degli spermatozoi, modificando l’ambiente vaginale e uterino 
  2. Quella di agire sulla loro motilità
  3. Quella di creare un’infiammazione uterina permanente (dovuta sia al rame che al corpo estraneo in sè) per sfavorire l’impianto di un’eventuale ovulo comunque fecondato.

La sicurezza contraccettiva di metodo è del 99,4% ma la sicurezza con uso tipico è del 95%
Il che significa che in 1 anno, su 100 donne, 5 incorreranno in una gravidanza.

La spirale in rame richiede dei controlli ginecologici più ravvicinati a causa del rischio di infezioni, dolori e malposizionamento.

La spirale ormonale

Il secondo tipo di spirale è quella medicata, cioè ormonale o progestinica.
Il suo funzionamento sull’organismo è identico a quello della minipillola – (Link), oltre alla possibilità di infiammazione cronica dovuta al corpo estraneo.

Le modalità di inserimento e controllo del posizionamento sono identiche a quella in rame, ma può essere tenuta all’interno dell’utero dai 3 ai 5 anni.

Come la pillola – e qualsiasi altro contraccettivo ormonale – richiede degli ulteriori esami specifici e un’anamnesi completa a causa del contenuto e del dosaggio dell’ormone progestinico.
Il progestinico nel 50% dei casi può bloccare l’ovulazione ma in un’altro 50% potrebbe avvenire comunque.
Ma la sua assunzione continua interferisce con tutto l’equilibrio ormonale ingannando il corpo, rendendolo infertile, rendendo il muco cervicale inadeguato al passaggio degli spermatozoi e l’endometrio instabile per sfavorire l’impianto.

La sicurezza contraccettiva di metodo risulta essere del 99,6% mentre quella con uso tipico del 97%

Essendo il progesterone l’ormone prevalente nella fase premestruale e in gravidanza i sintomi, sia fisici che psicologici che emotivi potrebbero essere quelli della fase premestruale.
Gonfiore, dolore al seno, gambe pesanti, abbassamento del sistema immunitario, irritabilità e sbalzi emotivi.
I contraccettivi ormonali, soprattutto quelli progestinici, tra cui anche la spirale ormonale sono stati associati anche a depressione.
Nel 2019 l’AIFA – l’Agenzia Italiana del farmaco – ha emesso una Nota Informativa Importante – Link sulle possibili cause di depressione come effetto collaterale dei contraccettivi ormonali e possibili sintomi suicidari in chi già ne soffre.
Questo perché il progesterone ha un effetto diretto sulle strutture cerebrali soprattutto quelle deputate alle emozioni e alle sensazioni e sui neurotrasmettitori che regolano l’umore.

Alterare il delicato e perfettamente minuzioso equilibrio ormonale del corpo ha sempre degli effetti su tutto l’organismo e la reazione del corpo a queste interferenze esterne è sempre un po’ un’incognita
ed estremamente soggettiva.

Leave A Reply