Che cos’è l’Impianto Sottocutaneo Contraccettivo?
Si tratta di un bastoncino di plastica, ovviamente non biodegradabile, della lunghezza di 4 cm e con un diametro di 2 mm.
Viene inserito nel braccio non dominante della donna e può rimanere lì per massimo 3 anni.
In caso di forte sovrappeso però andrebbe rimosso prima perché potrebbe perdere di efficacia anche prima.
L’inserimento avviene da un ginecologo esperto tramite un ago guida e può essere fatto con un po’ di anestetico locale oppure no; dipende dalla sensibilità della donna.
Per capire se è stato inserito correttamente il bastoncino si deve vedere e sentire sotto la pelle.
Una volta inserito, questo bastoncino inizia a rilasciare gradualmente un progestinico che inibisce l’ovulazione e mantiene denso il muco cervicale per rendere difficoltosa la risalita degli spermatozoi.
Praticamente il funzionamento è identico a quello della minipillola (di cui abbiamo parlato qui – Link)
e della spirale ormonale (di cui abbiamo parlato qui – Link).
In Italia è disponibile solo un tipo di contraccettivo sottocutaneo che rilascia il progestinico etonogestrel.
Il costo per l’inserimento è di € 160,00 più il costo della visita ginecologica
Quali sono i vantaggi?
L’altissima sicurezza contraccettiva del 99,9% e il fatto che, in teoria, lo inserisci una volta e non ci pensi più per 3 anni.
Non rischi di dimenticarti la pillola e siccome il progestinico viene rilasciato direttamente nel flusso sanguigno si evita il passaggio dal sistema digerente. Inoltre, non contiene estrogeni.
Quali sono gli svantaggi?
Che viene impiantato un corpo estraneo nel braccio.
Che si sente, e può dar fastidio, soprattutto i primi giorni e soprattutto se si praticano sport di contatto.
Per rimuoverlo si pratica una piccola incisione di qualche millimetro che lascia un buchetto che dovrebbe guarire entro qualche giorno e non dovrebbe lasciare segni o cicatrici.
Quali sono i possibili effetti collaterali?
Essendo un progestinico, come per tutti i progestinici, i sintomi potrebbero essere tutti quelli tipici della fase premestruale: spotting, emicranie, gonfiore, gonfiore al seno, umore altalenante, sistema immunitario più basso ecc., ma per tutto il periodo di utilizzo, e potrebbero essere esasperati perché il rilascio ormonale non viene naturalmente modulato, ma viene imposto un dosaggio standardizzato.
Ma vediamo cosa dice nel dettaglio il foglietto illustrativo – link:
PIU’ di 1 persona su 10 potrebbe iniziare a soffrire di acne mal di testa, aumento del peso, tensione e dolore al seno, sanguinamenti irregolari e infezioni vaginali.
Fino a 1 persona su 10 potrebbe iniziare a soffrire di perdita di capelli, capogiri, depressione, labilità emotiva, nervosismo, riduzione della libido, aumento dell’appetito, dolore addominale, nausea, gas nello stomaco e nell’intestino, mestruazioni dolorose, dimagrimento, sintomi simil-influenzali, affaticamento, dolore (non è specificato dove…), vampate di calore, dolore al sito di impianto, cisti ovariche.
E sì perché, se l’ovulazione viene inibita, le ovaie tentano comunque di ovulare senza successo
e quindi i follicoli non scoppiati possono diventare delle cisti ovariche.
Leggendo in giro un po’ di testimonianze questo impianto sottocutaneo sembrerebbe avere tre tipi di effetti sulle donne:
- amenorrea con assenza di qualsiasi sanguinamento
(e ricordiamo che attraverso la mestruazione la donna si rigenera ogni mese, fisicamente – in quanto vengono espulse tossine – psicologicamente ed emotivamente… e se, di media, le donne vivono più degli uomini è proprio grazie a questo meccanismo naturale di disintossicazione e rigenerazione) - spotting e perdite continue
- sanguinamenti continui e abbondanti con conseguente anemia, assunzione di farmaci antiemorragici e come cura: la pillola anticoncezionale!
L’Impianto può migrare nel corpo?
Un’ulteriore domanda che ci siamo fatti è: questo impianto inserito nel corpo può migrare?
E allora abbiamo trovato una Nota Informativa Importante – link dell’AIFA, L’Agenzia Italiana del Farmaco del Gennaio 2020 che dice:
“Se l’impianto viene inserito a un livello più profondo rispetto a quello sottocutaneo può verificarsi un danno neurale o vascolare.
L’inserimento in profondità non corretto è stato associato a parestesia (dovuta a danno neurale) e a migrazione dell’impianto.
Sono stati riportati casi di danno neurovascolare e migrazione dell’impianto dal sito di inserimento nel braccio o, in rari casi – questi rari casi sarebbero 107 segnalati fino al 2019 – nell’arteria polmonare che possono essere correlati ad un inserimento in profondità o non corretto.
Al fine di minimizzare ulteriormente il rischio di danno neurovascolare e di migrazione dell’impianto, sono state aggiornate le istruzioni di inserimento e di rimozione dell’impianto.
Quindi, le cose le scoprono dopo e aggiustano il tiro, giustamente, ma intanto qualcuno, anzi qualcunA ci ha rimesso e ha fatto da cavia…

