Che cos’è la “Pillola dell’allattamento”?

Il ripristino della fertilità in allattamento è molto spesso un’incognita.
In realtà, solo nelle prime sei settimane dopo il parto naturale – se si allatta esclusivamente e con frequenza al seno -per ragioni fisiologiche, è improbabile che la donna sia fertile.

Una volta trascorso questo primo periodo, teoricamente, dovrebbe continuare a non esserci l’ovulazione, per effetto dell’azione della prolattina, però nella pratica, ci sono donne:

  • che nonostante un allattamento continuo e costante, ovulano e quindi potrebbero nuovamente rimanere incinte 
  • per le quali è sufficiente che tra una poppata e l’altra trascorrano più ore che improvvisamente si ripristina la fertilità 
  • che non mestruano nè ovulano fino al termine completo dell’allattamento.

Vedi: Lady-Comp e Pearly in allattamento e metodo LAM

Se la donna non monitora il proprio ciclo e il ripristino della fertilità si ritrova a dover affrontare l’incognita e il timore di un’altra gravidanza ravvicinata e spesso si affida a un contraccettivo ormonale mossa dall’esigenza, sua e del partner, di vivere una sessualità serena in un periodo già di per sé delicato.
Siccome preparati combinati estro-progestinici possono interferire con la produzione di latte e aumentano il rischio di trombo-embolie nelle prime settimane dal parto, viene generalmente prescritta cosiddetta “Pillola dell’allattamento“, dal nome un po’ fuorviante in quanto sembrerebbe quasi favorire l’allattamento…
Invece è, “semplicemente” la cosiddetta “minipillola” o pillola di solo progestinico che, secondo le linee guida del Ministero della Saluteha il vantaggio di non aumentare il rischio di trombosi e di non influire sulla lattazione”.

Il documento prosegue:
“In studi su animali (ratti), è stato documentato come il progesterone influisca sullo sviluppo del cervello. Per questo motivo la POP (Pillola di solo progestinico) viene prudenzialmente evitata nella donna che allatta nelle prime 6 settimane dopo il parto, anche se il suo uso clinico non ha mostrato effetti negativi nei lattanti esposti attraverso il latte materno

Che abbia effetto o meno, è indiscutibile che il lattante viene esposto attraverso il latte a un ormone artificiale. E se, ancora, tra le mamme, le nonne e i pediatri c’è il dibattito sui cibi che la donna può o non può mangiare in allattamento per evitare di influenzare il latte e lo stato fisico e comportamentale del bambino, come possiamo essere così certi che del progesterone sintetico non abbia alcuna influenza su un sistema endocrino ancora in via di sviluppo ed estremamente sensibile e delicato?

Nonostante le rassicurazioni dei produttori, La Leche League – la più grande organizzazione internazionale per l’allattamento materno – sconsiglia l’utilizzo di contraccettivi ormonali in allattamento, anche di solo progestinico, in quanto si è visto che può comunque portare a una riduzione nella produzione del latte e che alcune mamme notavano una maggiore agitazione nei neonati dopo l’assunzione che si risolveva interrompendo il farmaco.
Vedi: La Leche League – contraccezione in allattamento

“Con la Pillola dell’allattamento mi sentivo spenta”

Questo è quello che ci ha riferito, ultimamente, una donna durante una consulenza individuale…

Quella che viene chiamata “Pillola dell’allattamento” per rassicurare le mamme, è una pillola progestinica che viene data anche a donne che non allattano e che quindi presenta gli stessi effetti collaterali di qualsiasi altro farmaco ormonale che si sostituisce al funzionamento del proprio sistema endocrino.

Pertanto questa affermazione non ci stupisce.

Il progesterone, che normalmente aumenta in fase postovulatoria per inibire ulteriori ovulazioni e sostenere un’eventuale o ipotetica gravidanza, ha anche il compito di aumentare la nostra sensibilità a stimoli esterni negativi come sistema di allarme a eventuali minacce fisiche durante la gestazione.
Nella donna, i livelli maggiori di progesterone si ritrovano nelle strutture cerebrali deputate alle emozioni e alle sensazioni come l’amigdala, il cervelletto, il nucleo accumbens e l’ipotalamo.
Inoltre, gioca un complesso ruolo nella modulazione di altri sistemi di neurotrasmettitori come quello serotoninergico, colinergico e dopaminergico importanti nella regolazione del tono dell’umore, con effetti potenzialmente depressivi se in disequilibrio.
Hai presente quando la sindrome premestruale ti dà delle mazzate emotive?
Ecco, senza andare a toccare l’aspetto simbolico dell’importanza di questa fase, se ti senti così è anche “merito” delle fluttuazioni ormonali indotte dal progesterone.
Vedi: Pubmed – “Progesterone – Friend or Foe?”, Sundström-Poromaa, Comasco, Sumner, Luders 

Ma mentre le fluttuazioni del nostro sistema ormonale sono frutto di millenni di evoluzione con uno scopo ben preciso, che si riflette nell’intelligenza del nostro corpo – anche quella di far innalzare i livelli progestinici solo in fase postovulatoria e in gravidanza per poi farli calare drasticamente immediatamente dopo – l’intaccamento artificiale di questo equilibrio potrebbe mandare in tilt l’intero sistema.

E’ quello che succede quando iniziamo a sperimentare i vari effetti collaterali, anche psicologici ed emotivi durante l’assunzione di farmaci ormonali.

Immaginiamoci poi andare a toccare il già delicato equilibrio psicofisico che può esserci nel postparto, quando l’emotività, la sensibilità, la stanchezza e, a volte purtroppo, anche la depressione la fanno da padrone.

Non ci stupisce che queste donne si sentano spente…

Vedi anche:

Quindi… cosa fare?

Il LAM (Lactational Amenorrhea Method – Metodo dell’Amenorrea Lattazionale) è un metodo contraccettivo, interamente basato sulla naturale infertilità postnatale di una donna, che allatta esclusivamente al seno e non ha ancora avuto il capoparto.

Il LAM ha un’efficacia del 98-99.5%, nei primi sei mesi dopo il parto, solo se vengono rispettati rigidamente alcuni criteri:

  • Il latte materno, preso direttamente dal seno, deve essere l’unica fonte di nutrimento del bambino. Aggiunte di acqua, latte in polvere, cibi solidi o latte prelevato con il tiralatte, diminuiscono notevolmente l’efficacia del metodo.
    Anche il ciuccio deve essere bandito
  • Il bambino deve poppare minimo ogni quattro ore durante il giorno e sei durante la notte.
  •  Il bambino deve avere meno di sei mesi 
  • Non deve essere ricomparsa la mestruazione.

L’allattamento è un processo naturale perfetto e meraviglioso che porta notevoli benefici sia alla mamma che al bambino per questo motivo, a nostro parere, dovrebbe essere tutelato evitando l’assunzione da parte della madre di farmaci contraccettivi che intaccano il suo equilibrio ormonale.

Quando non sussistono più i criteri della L.A.M. – senza assumere farmaci ormonali – avendo rapporti intimi completi viene consigliato di usare un metodo di barriera.

A meno che la Donna, quando ci sono già i segnali di ripristino della fertilità, decida di usare Lady-Comp e Pearly che sono una valida alternativa, sicura, completamente naturale e innocua.

Scopri di più: Lady-Comp e Pearly in allattamento e metodo LAM

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