Vaccini: esiste la libertà di scelta?

Le vaccinazioni obbligatorie, in Italia, sono: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica,  antiepatitevirale B. Tutte le altre sono volontarie, anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l’uso e garantisce la gratuità.
Si inizia a vaccinare il bambino all’età di tre mesi e si prosegue seguendo il calendario illustrato più sotto.

 

Ogni regione ha, però, normative particolari. In Piemonte, Toscana e Veneto i vaccini, dal 2008, non sono più obbligatori (ma consigliati). In altre regioni, ad esclusione di Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono state abrogate le multe per mancata vaccinazione, pur mantenendo l’obbligatorietà.

Nonostante i vaccini obbligatori siano solamente 4, dal 2001 si ricorre alla somministrazione, in un’unica seduta, del vaccino esavalente, contenente i 4 obbligatori più due facoltativi: ossia quelli contro la pertosse e le infezioni da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib).
La somministrazione  avviene, sovente,  senza un’adeguata informazione dei genitori, i quali, spesso, acconsentono a questa inoculazione in una sola volta di ben 6 vaccini, senza sapere di fatto che possono rifiutare i due vaccini non obbligatori.

Ma cosa succede a chi si rifiuta di vaccinare i propri figli in un paese dove l’obbligo è rimasto e la mancata vaccinazione viene punita penalmente ?
L’abbiamo chiesto a Kheoma, mamma da due anni e residente in Alto Adige.

Abiti in una regione che ha mantenuto l’obbligatorietà vaccinale e le sanzioni per chi la rifiuta,  sanzioni che, però, “ufficialmente”, non esonerano dalla vaccinazione…
Nonostante ciò, tu e tuo marito, avete deciso comunque di non fare alcun vaccino a vostro figlio. Come siete arrivati a questa scelta?

Premetto che, quando si tratta di prendere decisioni per i propri figli, con le migliori intenzioni, nessuna scelta può definirsi giusta o sbagliata. E ogni scelta porta con sé il proprio carico di responsabilità. Noi, personalmente, prima di decidere se procedere alla vaccinazione, abbiamo voluto approfondire l’argomento da più fonti possibili, valutando i pro e i contro e siamo arrivati alla conclusione che, nel nostro caso e per com’è la situazione (e l’informazione) attuale in campo medico, i rischi superavano gli eventuali benefici. Per cui abbiamo deciso di non vaccinare nostro figlio.

Brevemente, quali sono le argomentazioni per cui credi che i rischi superino i benefici dei vaccini?

Le argomentazioni per il rifiuto dei vaccini sono davvero tantissime e non basterebbe un articolo per comprenderle tutte.

Non siamo contrari alle vaccinazioni, a priori, sicuramente utili in alcuni casi e alcune condizioni  specifiche, ma siamo contrari all’inoculazione di massa quando la profilassi non risulta assolutamente necessaria o, addirittura dannosa e quando l’informazione che viene fornita a riguardo è poco chiara.

Basti pensare che l’obbligo vaccinale è stato tolto in quasi tutte le regioni italiane e in quasi tutti gli stati europei. In Austria, ad esempio,  l’obbligo non c’è, ma qui, a due passi dall’Austria, è rimasto. Allora, o i virus hanno bisogno del passaporto per propagarsi, o la questione risulta un po’ dubbia.

Inoltre, il vaccino per l’Epatite B, attualmente obbligatorio, è stato reso tale grazie a una tangente intascata dall’allora Ministro della Sanità De Lorenzo e dal responsabile del settore farmaceutico del ministero Duilio Poggiolini, da parte dell’unica azienda produttrice del vaccino: la Glaxo –SmithKline.  (Leggi l’articolo)
I due sono stati condannati, ma l’obbligo è rimasto. Perché?
Perché dovrei rischiare la salute di mio figlio solo per finanziare un mondo di menzogna, corruzione  e disinformazione?

Se queste argomentazioni non fossero sufficienti, basta guardare il calendario vaccinale. Penso che ogni genitore consapevole inorridirebbe davanti al numero di vaccini richiesti per un bambino così piccolo. Vengono inoculati sei vaccini in una sola volta (tralasciando il fatto che viene usato mercurio come adiuvante), a nemmeno tre mesi, quando il sistema immunitario è ancora in formazione e la barriera emato-encefalica non è ancora del tutto sviluppata e lascia passare praticamente qualunque cosa!
Mi dispiace, ma io non ci sto!

Quali sono i passi che avete dovuto compiere per difendere la vostra libertà di scelta?

Il primo passo che abbiamo fatto e che consigliamo di cuore a chiunque cerchi maggiori informazioni e aspiri alla libertà di scelta vaccinale, è stata l’iscrizione al Comilva, il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà Vaccinale. Successivamente, grazie alle istruzioni del Comilva, abbiamo iniziato una breve corrispondenza epistolare con la responsabile dell’Ufficio Igiene e Sanità della nostra città. Che non ha portato a niente…

Un anno dopo, ci sono arrivate le multe che abbiamo impugnato, grazie all’aiuto dell’avvocato Luca Ventaloro, referente legale del Comilva, presentando ricorso presso la Giunta Provinciale.
Siccome il ricorso è stato respinto, dobbiamo presentarne un altro direttamente al Giudice di Pace.

Siamo fiduciosi, soprattutto perché contribuiamo a smuovere le acque. E se siamo in tanti, e con il tempo lo saremo, forse ci sarà un cambiamento anche qui.

 

Per maggiori informazioni:

 

1 comment on “Vaccini: esiste la libertà di scelta?”

  1. Rosanna Piancone

    Articolo molto interessante ed utile.
    Sono Bolzanina e dopo i primi due vaccini esavalenti, lasciati somministrare irresponsabilmente a mia figlia, mi sono poi informata a riguardo ed ho deciso di rifiutare i successivi. Proprio la settimana scorsa mi è arrivato il terzo avviso di vaccinazione in cui mi si infomava che se non avessi provveduto a far fare a mia figlia il terzo richiamo, saremmo incorsi nelle sanzioni previste.
    Mai come in questo momento quindi mi è stato utile questo articolo che mi illumina sulla strada da intraprendere per difendere il diritto di mia figlia alla sua salute.
    Grazie

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