Fertilità: un “affare” di coppia – Intervista alla Dott.ssa Andreani per Vivi Consapevole


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Conoscere la fertilità femminile è un arricchimento che va oltre la decisione di avere un figlio

– a cura di Laura Gabrielli

Moltissime donne iniziano a preoccuparsi della loro salute fisica e riproduttiva solamente quando decidono di voler mettere al mondo un figlio. Visto che, però, oggi si tende ad avere il primo figlio più tardi che in passato (in Italia la media è intorno ai 31 anni) capita spesso che, in quel momento, si scontrino con delle difficoltà che trasformano la ricerca, da momento di grande gioia e abbandono quale dovrebbe essere, a periodo di preoccupazione e stress. Abbiamo interpellato la dottoressa Marianna Andreani, ginceologa e consulente per la Diagnosi Prenatale presso l’Ospedale di Carate Brianza (MB) per parlarci della sua esperienza a riguardo.

Quanto è importante per le donne conoscere il funzionamento del loro corpo indipendentemente dalla ricerca di una gravidanza?

Conoscere e capire il funzionamento del nostro corpo di donne è una straordinaria ricchezza sia per la donna stessa, sia per il rapporto di coppia. Dentro un rapporto intimo fra uomo e donna, non sono solo due cellule a incontrarsi, non parliamo di un fatto puramente biologico, ma ci sono due persone, nella loro integrità fisica e umana. La coppia che conosce la propria fertilità sceglie se utilizzare le conoscenze acquisite per evitare, distanziare oppure cercare una gravidanza, decisione che, a ogni atto sessuale, può essere rinnovata o cambiata, senza attese. E’ la coppia a essere responsabile della decisione e non la singola persona. Conoscersi, imparare ad amare la ciclicità femminile, può essere l’occasione per iniziare a prenderci cura di noi, del nostro essere donne e quindi della nostra fertilità, ancor prima di pianificare una gravidanza.

Cosa consiglia alle coppie per imparare a conoscersi maggiormente?

L’osservazione di se può partire fin da quando si è ragazze: da mamme iniziamo a dire alle nostre figlie che è normale avere più perdite alcuni giorni rispetto che altri, per esempio, il muco cervicale prodotto dal collo dell’utero, infatti, è uno dei sintomi fondamentali della fertilità femminile. Inoltre, la curva termica è uno strumento preziosissimo per conoscere i mutamenti ormonali che avvengono ciclicamente nel nostro corpo. Attraversa la sua analisi possiamo essere aiutate a conoscere i segreti del nostro ciclo e della nostra fertilità. Esistono strumenti computerizzati che in modo semplice, ma molto preciso, consentono, tramite l’analisi della curva termica, di poter cercare o evitare una gravidanza in modo naturale nel 99,3% dei casi.

Spesso, la donna che interrompe un contraccettivo ormonale per cercare una gravidanza, si ritrova con l’asse ormonale in disequilibrio, il ché incide sulla sua fertilità. Quali sono i consigli che Lei generalmente dà alle ragazze per aiutare il riequilibrio ormonale?

Sì, talvolta capita che una ragazza inizi a prendere il contraccettivo ormonale dopo poco tempo dal menarca (prima mestruazione), magari perché a cicli irregolari, acne, o dolori mestruali insopportabili, e continui a prenderla finché non decide di provare ad avere una gravidanza. Non sono pochi i casi in cui, alla sospensione del contraccettivo orale, l’asse cervello-ovaie, rimasto ‘spento’ per anni, fatica a ripartire correttamente. Innanzitutto voglio dire a queste ragazze e alle loro madri che può essere fisiologico che, per i primi periodi, le mestruazioni siano irregolari, dato che questo asse cervello-ovaie deve ancora giungere alla sua completa maturità. L’assunzione di estroprogestinici, antidolorifici e rimedi di vario genere sono “soluzioni” che ci portano un po’ di sollievo ma non portano ad una guarigione: nascondono temporaneamente il problema, accompagnate spesso da effetti collaterali. Rimedi alternativi come per esempio l’agopuntura, l’omeopatia e la fitoterapia si integrano con maggiore dolcezza nel nostro corpo rispettando le le dinamiche e allo stesso tempo donano sollievo rispetto alle manifestazioni più fastidiose virgola arrivando alla radice di esse, non solamente celandole.

Lei personalmente, offre delle alternative per la contraccezione alle donne o ragazze giovani, che vogliono preservare la loro fertilità in vista di una futura gravidanza?

Spesso l’occasione della visita ginecologica diventa per me e per chi mi sta di fronte, occasione anche per parlare della vita, del rapporto di coppia, dei figli, e quindi della sessualità. A prescindere dalla richiesta, solitamente tendo a dare informazioni su tutto il panorama contraccettivo, spiegando i vari pro e contro, cosicché la donna, o meglio, la coppia, possa decidere consapevolmente. La conoscenza e il personale utilizzo di ausili computerizzati che aiutino nella consapevolezza della propria fertilità, mi ha reso certamente ancora più entusiasta nel proporre questo tipo di approccio più naturale. Perché attendibile virgola di facile utilizzo, totalmente privo di effetti collaterali, educativo rispetto al rapporto di coppia in generale. Alternative possono essere o l’utilizzo di un metodo barriera, oppure un dispositivo intrauterino a rilascio ormonale. Riguardo quest’ultimo, il rilascio di progesterone è solo locale; effetti collaterali sistemici sono molto rari, mantiene l’ovulazione e la ripresa della fertilità è immediata dopo la rimozione.

Marianna AndreaniLa dottoressa Marianna Andreani si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 2005 a Monza, nel 2011 ha terminato la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, si interessa anche di medicina integrata, fitoterapia, omotossicologia e agopuntura. Dal 2014 è anche Direttore Sanitario del Centro PerlaDonna di Brugherio (Monza e Brianza). Lavora come ginecologa libera professionista a Brugherio (PerlaDonna), Bergamo (Casa Medica) e Monza (CAM Lei).
www.marianna-andreani.itwww.perla-donna.it

 

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