Qual è il Contraccettivo più Green?

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“Questo noi sappiamo: la Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra.
Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia.
Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo.
Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso” (Capo Seattle)
 
Questo breve pensiero ci porta a ricordare che rispettare l’ambiente significa, in primis, rispettare se stessi in quanto parte integrante del pianeta e della Natura in cui viviamo. Significa aver rispetto delle generazioni future, offrendo loro un’opportunità di vita sostenibile.
 

Se, per fortuna, esiste una crescente tendenza ad avere comportamenti ecologici e rispettosi per tutto ciò che riguarda la crescita di un figlio spesso chiudiamo un occhio sull’impatto ambientale del metodo contraccettivo prescelto. Spesso lo si fa per mancata informazione o semplicemente perché non si trovano alternative valide e con una sicurezza contraccettiva sufficientemente elevata.

L’impatto ambientale dei metodi contraccettivi

Se si pensa a un metodo contraccettivo che possa garantire una sicurezza elevata, vengono in mente principalmente i metodi di barriera o quelli ormonali.

Ma qual è il loro impatto sull’ambiente?

I preservativi sono validi per molti aspetti: sono economici, si trovano facilmente, sono facili da usare e proteggono contro le malattie sessualmente trasmissibili. Ma sono anche monouso, e spesso la composizione di cui sono fatti non è la più ecologica, tutt’altro.  Se vengono buttati nel water intasano velocemente la rete fogniaria andando a inquinare le spiagge, se vengono smaltiti correttamente, finiscono in discarica andando ad aumentare la mole di rifiuti. E’ vero che, attualmente, esistono in commercio dei preservativi “green”, ecofriendly o vegani, ma cosa fare quando abbiamo un partner stabile e vorremmo vivere la sessualità più liberamente?

Il diaframma è più riutilizzabile ma aumenta il rischio di infezioni al tratto urinario e, seppur raramente, di Sindrome da Schock Tossico. Deve essere usato secondo le istruzioni, altrimenti il rischio di fallibilità è alto e rimane relativamente elevato anche in caso di uso ottimale.
I dispositivi intrauterini o spirali (IUD) in rame sono ecologici in quanto durano dai 5 ai 12 anni. Ma il rischio di effetti collaterali come aumento del sanguinamento, rischio di infezioni e gravidanze extrauterine è elevato.

I metodi ormonali (pillola, cerotti, anelli, impianti, spirale ormonale) non creano rifiuti giornalieri ma rilasciano nell’ambiente ormoni sintetici, il che sta diventando un grosso problema. Esiste una seria preoccupazione sugli effetti di questi composti chimici sulla fertilità della fauna e dell’uomo. 

Il Metodo Contraccettivo più Green, Sicuro e senza Effetti Collaterali

Gli apparecchi Lady-Comp e Pearly, benchè elettronici, possono considerarsi a tutti gli effetti di basso impatto ambientale per diversi motivi.
In primo luogo, il fornitore della Piastra Madre, componente principale dei nostri apparecchi, oltre ad avere la certificazione ISO9001 dal 2000, nel 2004 ha ottenuto certificazione ISO 14001 dall’Enviromental Assessment, secondo il protocollo ambientale della Bavaria.

Inoltre, vengono sottoposti a regolari test clinici di biologicità  e di compatibilità elettromagnetica, con esiti positivi.
Il loro utilizzo è per la vita, il che significa che non producono rifiuti e non rilasciano sostanze inquinanti nell’ambiente. Il loro smaltimento è regolamentato da severe norme nazionali sullo smaltimento delle pile e dei componenti elettronici. Anche il termistore è sottoposto a rigorosi test clinici, risultando assolutamente innocuo per l’organismo della donna  e privo di sostanze allergiche.

Tutto ciò viene fatto per garantire un metodo contraccettivo ecologico, ma sicuro (sicurezza contraccettiva testata e certificata del 99,3%) che sia completamente rispettoso e trasparente.

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